È morto il boss Totò Riina

È morto alle 3.37 del mattino del 17 novembre 2017 il boss corleonese Totò Riina. Malato da tempo, il «capo dei capi» era ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma. Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirurgici, aveva appena compiuto  87 anni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra «U curtu», il boss delle stragi.

Riina non si è mai pentito. Solo tre anni fa, dal carcere parlando con un co-detenuto, si vantava dell’omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati, come il pm Nino Di Matteo. Per decenni, dalla latitanza ha gestito con Bernardo Provenzano – già deceduto – la mafia siciliana e continuava a essere un punto di riferimento. “Io non mi pento… non mi piegheranno. Non voglio chiedere niente a nessuno. Mi posso fare anche 3000 anni, non 30″, aveva detto il capo di Cosa nostra alla moglie in un colloquio video-registrato nel carcere di Parma dello scorso 27 febbraio.
“Possono tirare un sospiro di sollievo i tanti potenti che in tutti questi anni hanno sempre temuto potessero venir fuori le verità indicibili su trattativa e stragismo del 1992-93: prima Provenzano e ora Riina sono morti senza parlare, portandosi nella tomba i terribili segreti di cui erano a conoscenza”. Lo dice l’ex pm antimafia Antonio Ingroia.

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“La scomparsa del capo di Cosa Nostra crea anche altre preoccupazioni: “Ora – commenta ancoraIngroia – si apre la corsa alla successione per il Capo dei capi. Perché nonostante fosse al 41 bis, Riina è sempre rimasto il capo formale di Cosa nostra in tutti questi anni di detenzione“

Francesca Romana Pisciotta